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Bonus casa 2016: 16 domande e risposte

Tra conferme e novità, sono diverse le misure contenute nella legge di Stabilità 2016 che riguardano la casa. Si va dalla proroga fino al 31 dicembre 2016 di tutti i bonus edilizi alla conferma del bonus del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici alla conferma della detrazione del 65% sugli interventi di efficienza energetica, fino all’estensione di questa detrazione anche ai dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e climatizzazione.

In questo post ci soffermiamo su tutti i bonus legati alla ristrutturazione, che abbiamo approfondito nella puntata di Cuore e denari del 12 gennaio. Abbiamo chiesto a Luca De Stefani – commercialista ed esperto fiscale, intervenuto in trasmissione – di rispondere alle domande inviate dai nostri ascoltatori in seguito alla messa in onda della puntata.

Ecco 16 domande e risposte: molti di voi potranno riconoscere i propri dubbi in quelli degli altri ascoltatori e trovare un chiarimento!

UNDER 35

D – Io e mia moglie siamo sposati da 2 anni ed abbiamo entrambi meno di 35 anni. Dato che 8 mesi fa è nato il nostro primo figlio, abbiamo deciso di acquistare i mobili per arredare la sua cameretta: vorrei sapere se in questo caso è possibile usufruire dell’agevolazione mobili per giovani coppie. Faccio presente inoltre che la casa in cui viviamo non è di nostra proprietà, ma è di proprietà di mio padre: abbiamo stipulato con mio padre un contratto di comodato d’uso gratuito. La casa risulta quindi come nostra prima casa.

R – La detrazione Irpef del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici è possibile solo per gli immobili oggetto di manutenzione straordinaria (ordinaria, solo su parti comuni condominiali), di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, di ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, oltre che agli acquisti di abitazioni facenti parte dei fabbricati completamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare.

Quella nuova per le giovani coppie solo per “l’acquisto di mobili” (non per i grandi elettrodomestici) “ad arredo” dell’unità immobiliare, acquistata dagli stessi e “da adibire ad abitazione principale” (articolo 1, comma 75, Legge 28 dicembre 2015, n. 208).

Il comodato, purtroppo, non è un acquisto.

 

SE NON E’ LA PRIMA CASA?

D – Abbiamo acquistato una casa da ristrutturare, ma non abbiamo ancora venduto la nostra (dove per ora viviamo). Abbiamo comunque diritto al bonus ristrutturazione? Risultando per il momento seconda casa Grazie

R – Non è necessario che l’unità immobiliare oggetto dell’intervento agevolato sia adibita ad abitazione principale/prima casa o che si trasferisca lì la propria residenza.

 

UFFICIO

D – La detrazione del 50% della spesa per mobili ed elettrodomestici per arredare immobile ristrutturato nel 2016 valgono anche se lo stesso è catalogato come ufficio?

R – No, le due agevolazioni non sono applicabili agli uffici. Per beneficiare del bonus mobili è necessario prima usufruire, per l’abitazione, della detrazione del 50% sulle manutenzioni straordinarie (ordinaria, solo su parti comuni condominiali), sul restauro e risanamento conservativo, sulla ristrutturazione edilizia, sulla ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi o sull’acquisto di abitazioni facenti parte dei fabbricati completamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare (circolare 21 maggio 2014, n. 11/E, risposta 5.1, risposta dell’agenzia delle Entrate fornita a Telefisco 2014 il 30 gennaio 2014 riportata nella circolare 14 maggio 2014, n. 10/E, risposta 7.1, risoluzione della Direzione regionale delle Entrate del Veneto dell’8 novembre 2013, prot. 907-48973 e circolare Entrate 18 settembre 2013, n. 29/E).

 

MOBILI

D – Ho presentato la documentazione per le detrazioni per lavori al fabbricato (condominio) e la messa in opera di nuovi infissi alla mia abitazione nel 2014. Quest’anno ho provveduto all’acquisto di un guardaroba e una scrivania versando un anticipo con la carta di credito, il saldo all’arrivo dei mobili. Posso usufruire degli sgravi fiscali?

R – No, non è possibile beneficiare del bonus mobili se prima non si usufruisce della detrazione del 50% sulle manutenzioni straordinarie (ordinaria, solo su parti comuni condominiali), sul restauro e risanamento conservativo, sulla ristrutturazione edilizia, sulla ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi o sull’acquisto di abitazioni facenti parte dei fabbricati completamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare (circolare 21 maggio 2014, n. 11/E, risposta 5.1, risposta dell’agenzia delle Entrate fornita a Telefisco 2014 il 30 gennaio 2014 riportata nella circolare 14 maggio 2014, n. 10/E, risposta 7.1, risoluzione della Direzione regionale delle Entrate del Veneto dell’8 novembre 2013, prot. 907-48973 e circolare Entrate 18 settembre 2013, n. 29/E). Se sono stati effettuati interventi di manutenzione ordinaria su parti comuni e cambio di infissi (detraibili al 65%, quindi irrilevanti). Questi interventi sono irrilevanti per il bonus mobili, quindi, quest’ultimo non può essere usufruito.

 

LAVANDERIA CON CALDAIA
D – Ho intenzione di ristrutturare una stanza della mia casa di proprietà (prima casa) che attualmente funge da lavanderia e locale tecnico (presenza di caldaia e altri accessori termo sanitari). Volevo costruire un locale solo per componenti termo sanitari e trasformare la lavanderia in bagno. Posso usufruire di un incentivo?

R – Se si sostituisce l’impianto di climatizzazione invernale con impianto dotato di caldaia a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione (articolo 1, comma 347, Legge 27.12.2006, n. 296, Finanziaria 2007) è possibile detrarre il 65% della spesa. Detrazione Irpef e Ires del 65%, con limite di spesa di 46.153,84 euro e di detrazione di 30.000 euro.

Questi sono gli adempimenti:

1) acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato alla progettazione di edifici e impianti (ingegnere, architetto, geometra o perito industriale, dottore agronomo, dottore forestale e perito agrario), che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti normativi richiesti. Per le caldaie a condensazione, le pompe di calore, gli impianti geotermici (tutti in impianti di potenza nominale del focolare ovvero di potenza elettrica nominale non superiore a 100 kW) ovvero per le finestre, basta la certificazione del produttore;

2) inviare entro 90 giorni dalla fine dei lavori all’ENEA la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, oltre che l’attestato di certificazione energetica (decreto della Giunta 22 dicembre 2008, n. 8/8745, per la Lombardia; il regolamento 22 gennaio 2009, n. 1 per la Liguria; la deliberazione dell’assemblea legislativa 4 marzo 2008, n. 156, per l’Emilia-Romagna) o di qualificazione energetica (l’invio va fatto senza l’attestato, dal primo gennaio 2008, per i PANNELLI SOLARI E LE FINESTRE e dal 15 agosto 2009, per le CALDAIE A CONDENSAZIONE).

4) Bonifico con causale (Legge 296/2006), con codice fiscale di beneficiario della detrazione e codice fiscale o partita Iva dell’impresa.

5) Conservazione di documenti.

Per tutti gli altri lavori, invece, è possibile beneficare della classica detrazione del 36-50%. Nel bonifico la causale deve contenere la dicitura; articolo 16-bis, Tuir e il codice fiscale di beneficiario della detrazione e codice fiscale o partita Iva dell’impresa.

 

ANNO NUOVO, LAVORI NUOVI

D – Sto ristrutturando una casa, ho già beneficiato lo scorso anno delle detrazioni al 50% per la ristrutturazione, la spesa totale era di circa 90mila euro. Quest’anno sto iniziando i lavori di riqualificazione energetica, riscaldamento, cappotto, serramenti. Posso usufruire delle agevolazioni fiscali 65% anche se ho già raggiunto il tetto per la ristrutturazione?

R – Sì, sono due agevolazioni separate per interventi separati.

 

L’ANTIFURTO

D – ho acquistato privatamente con bonifico in banca per le ristrutturazioni un antifurto perimetrale per la casa. Ho poi fatto installare il suddetto antifurto da un elettricista di fiducia. Entrambe le fatture pagate con iva al 22%. Posso portare in detrazione Antifurto + Lavoro (fatture e bonifici separati)?

R – Sì, la detrazione è del 50%.

 

VILLETTA CON CAPPOTTO

D – Nel 2011 con mia moglie abbiamo comprato un appartamento di una villetta in costruzione, abbiamo messo cappotto su tetto e pareti infissi per un ottimo risparmio energetico e riscaldamenti a terra con caldaia a condensazione, non ho ricevuto la classe energetica. E’ possibile avere le detrazioni?

R – Non è possibile perché per questi interventi bisognava fare questi adempimenti:

1) acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato alla progettazione di edifici e impianti (ingegnere, architetto, geometra o perito industriale, dottore agronomo, dottore forestale e perito agrario), che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti normativi richiesti. Per le caldaie a condensazione, le pompe di calore, gli impianti geotermici (tutti in impianti di potenza nominale del focolare ovvero di potenza elettrica nominale non superiore a 100 kW) ovvero per le finestre, basta la certificazione del produttore;

2) inviare entro 90 giorni dalla fine dei lavori all’ENEA la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, oltre che l’attestato di certificazione energetica (decreto della Giunta 22 dicembre 2008, n. 8/8745, per la Lombardia; il regolamento 22 gennaio 2009, n. 1 per la Liguria; la deliberazione dell’assemblea legislativa 4 marzo 2008, n. 156, per l’Emilia-Romagna) o di qualificazione energetica (l’invio va fatto senza l’attestato, dal primo gennaio 2008, per i PANNELLI SOLARI E LE FINESTRE e dal 15 agosto 2009, per le CALDAIE A CONDENSAZIONE).

4) Bonifico con causale (Legge 296/2006), con codice fiscale di beneficiario della detrazione e codice fiscale o partita Iva dell’impresa.

5) Conservazione di documenti.

 

LA PORTA BLINDATA E IL BIMBY

D – Abito in un appartamento di proprietà e volevo sostituire la serratura della porta blindata, da serratura a doppia mappa a tipo europeo, oltre a sostituire il termosifone in bagno con un termoarredo. Posso beneficiare della detrazione per ristrutturazione e quindi anche del bonus mobili ed elettrodomestici? Inoltre quali sono gli elettrodomestici che possono beneficiare del bonus?

Ad esempio un robot da cucina tipo Bimby, fa parte di questo bonus?Grazie per il Vostro aiuto.

R – E’ possibile detrarre il 50% per i lavori di prevenzione di atti illeciti di terzi. Questi lavori, però, non sono rilevanti per beneficiare del bonus mobili. Per quest’ultimo, infatti, è necessario prima usufruire della detrazione del 50% sulle manutenzioni straordinarie (ordinaria, solo su parti comuni condominiali), sul restauro e risanamento conservativo, sulla ristrutturazione edilizia, sulla ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi o sull’acquisto di abitazioni facenti parte dei fabbricati completamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare (circolare 21 maggio 2014, n. 11/E, risposta 5.1, risposta dell’agenzia delle Entrate fornita a Telefisco 2014 il 30 gennaio 2014 riportata nella circolare 14 maggio 2014, n. 10/E, risposta 7.1, risoluzione della Direzione regionale delle Entrate del Veneto dell’8 novembre 2013, prot. 907-48973 e circolare Entrate 18 settembre 2013, n. 29/E). Solo se i lavori sul termosifone sono considerati di manutenzione straordinaria, infatti, è possibile beneficare della detrazione per gli elettrodomestici. Sono agevolati solo i grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), agevolati: frigoriferi, congelatori, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione conservazione e il deposito di alimenti, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la cottura e l’ulteriore trasformazione di alimenti, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, altri grandi elettrodomestici per riscaldare ambienti ed eventualmente letti e divani, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento come definiti dal decreto del ministro delle attività produttive 2 gennaio 2003, altre apparecchiature per la ventilazione e l’estrazione d’aria (allegato 1B, decreto legislativo 25.07.2005, n. 151).

 

LAVORI DIVERSI, BONUS DIVERSI

D – Sono proprietaria con mio marito di un immobile diviso in tre subalterni, ma con identica particella catastale. Ho sostituito la porta del box, le tapparelle e il portoncino d’entrata con altri coibentati. Avendo già usufruito nell’anno 2010 del bonus per pannelli termici e per cappotto ( per un totale di 45000 euro) posso chiedere il bonus per ristrutturazione?

R – Sì, gli interventi per la manutenzione straordinaria sono possibili anche se prima si è usufruito del bonus per il risparmio energetico.

 

VALE LA CARTA DI CREDITO?

D – Desidererei avere un ulteriore chiarimento sulla detrazione per l’acquisto di elettrodomestico A++ abbinato a ristrutturazione. E’ accettato il pagamento del suddetto elettrodomestico fatto con carta di credito?

R – Sì. La detrazione Irpef del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, spetta se il pagamento viene effettuato con bonifico “parlante” (articolo 16-bis, Tuir), carta di credito o di debito (bancomat).

 

INFERRIATE

D – Vorrei sapere se x l installazione di inferriate oltre al bonifico parlante ci vogliono altri documenti. Inoltre il mio dubbio è che il fabbro mi dice che l’iva è tutta al 10%, essendo lui che li costruisce. Invece un negozio mi dice che una parte è al 10% e l’altra al 22%.Come devo comportarmi?

R – Per l’installazione di inferriate basta il bonifico parlante.

Per l’Iva, Una limitazione all’applicazione dell’Iva del 10% riguarda i cosiddetti beni significativi, cioè quelli “che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture effettuate nell’ambito delle prestazioni” agevolate. I cosiddetti beni significativi sono stati individuati con il decreto del Ministro delle Finanze 29 dicembre 1999 e sono:
– gli ascensori (beni finiti per le circolari ministeriali 17 aprile 1981, n. 14; 2 marzo 1994, n. 1/E);
– i montacarichi (beni finiti per la circolare ministeriale 2 marzo 1994, n. 1/E);
– gli infissi interni ed esterni (beni finiti per la circolare ministeriale 2 marzo 1994, n. 1/E);
– le caldaie (beni finiti per la circolare ministeriale 17 aprile 1981, n. 14);
– i videocitofoni;
– le apparecchiature di condizionamento e di riciclo dell’aria;
– i sanitari (beni finiti per la circolare ministeriale 17 aprile 1981, n. 14);
– la rubinetteria da bagno;
– gli impianti di sicurezza.
Le inferiate non vi rientrano, quindi, va tutto al 10%.

 

MASSIMALE “PULITO”

D – Nel 2013 attuai un intervento di riqualificazione energetica agli infissi la quale ho una detrazione annuale di circa 900 euro
Se nel 2016 attuassi un intervento tipo altri infissi, pavimenti con rifacim. impianto termo, tetto o sottotetto ecc…,
il massimale detraibile riparte “pulito” cioè, se ho inteso bene, da 70mila o quanto beneficiato dal 2013 verrà sottratto?

R – Per il nuovo intervento si ricomincia da capo, quindi, valgono i limiti originari, senza considerate il vecchio intervento.

Quindi, per i nuovi infissi la detrazione avrà un limite di spesa di 92.307,69 euro (detrazione max di 60.000 euro).

 

MOBILI ANTICHI

D – La detrazione fiscale è valida anche in caso di restauro mobili antichi?Antonio

R – Sono agevolati solo “gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici nuovi”. Anche se la norma non lo preveda espressamente, infatti, questo “requisito deve ritenersi assolutamente implicito nella ratio della disposizione, diretta a stimolare il settore produttivo di riferimento, effetto non ottenibile se fossero agevolate le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici usati” (circolare 18 settembre 2013, n. 29/E, paragrafo 3.4).

 

LIMITI E SUCCESSIONE

D – Usufruisco da un anno del bonus per ristrutturazioni del 50% e ora vorrei fare il “cappotto” all’immobile usufruendo del bonus 65%. Queste detrazioni possono sommarsi? ci sono limiti di importo detraibile totale e/o annuo in base al reddito? Essendo in comodato in un appartamento di un immobile di proprietà di mio padre la spesa e la conseguente detrazione per il cappotto si può dividere tra noi, nel senso che ognuno paga e detrae per il singolo appartamento?

In caso di morte dell’intestatario gli eredi continuerebbero a godere della detrazione?

R – I lavori di ristrutturazione possono essere detratti al 50%, mentre quelli per il cappotto al 65%. Naturalmente, sulla stessa spesa non si possono avere entrambi i bonus.

Per le spese di ristrutturazione sostenute dopo il 1° ottobre 2006, l’agevolazione spetta sino al limite di spesa di 96.000 euro per ogni “unità immobiliare” (comprensiva di pertinenze), pertanto, l’importo massimo della detrazione Irpef è pari a 50.000 euro.

Se per la stessa abitazione e nello stesso anno, si proseguono “interventi di manutenzione iniziati in anni precedenti” e contemporaneamente si iniziano nuovi interventi, l’importo massimo annuale di spesa agevolata al 50% non può “comunque superare la misura complessiva di euro 96.000” (circolare dell’agenzia delle Entrate 5 marzo 2003, n. 15/E, paragrafo 2; interrogazione parlamentare 22 giugno 2011, n. 5-04939). Quindi, secondo le Entrate questo limite, oltre ad essere riferito allo stesso intervento (anche pluriennale), effettuato nella stessa abitazione (comprensiva di pertinenze), è anche un limite massimo “annuale” per singola abitazione. Se nello stesso anno viene terminato un intervento edilizio e se ne inizia uno di nuovo sullo stesso immobile, infatti, le spese sostenute nell’anno, per il primo, influenzano il limite massimo di quelle agevolabili per il secondo, incentivando il contribuente a posticipare la nuova spesa all’anno successivo.

Per il cappotto la detrazione Irpef e Ires del 65% ha un limite di spesa di 92.307,69 euro (detrazione di 60.000 euro).

Nessun limite in base al reddito, ma attenzione all’incapienza delle detrazioni.

La divisione col padre va bene, ma il contratto di comodato deve essere registrato.

Relativamente alle successioni, in caso del 36-50%, il nuovo articolo 16-bis, comma 8, Tuir, non modifica le regole applicate fino al 2011 (anche prima del 17 settembre 2011, ai sensi dell’articolo 2, comma 5, quarto periodo, Legge 289/2002; circolare 1 giugno 2012, n. 19/E), in quanto “in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene” (articolo 16-bis, comma 8, Tuir). Nel caso di “decesso del conduttore che ha eseguito lavori di ristrutturazione nell’immobile ricevuto in locazione”, la rate residue della detrazione Irpef del 36-50% sono trasferite all’erede del conduttore, che subentra nella titolarità del contratto di locazione e che conserva la “detenzione materiale e diretta del bene” (circolare 9 maggio 2013, n. 13/E, risposta 1.1). La condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” da parte dell’erede, ai fini della trasmissione allo stesso dell’intero beneficio fiscale residuo, deve “sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità, ma anche per ciascun anno per il quale il contribuente intenda fruire delle residue rate di detrazione”. Quindi, se l’erede, che detiene l’immobile direttamente al momento del decesso dell’avente diritto, concede successivamente “in comodato o in locazione l’immobile stesso, non potrà fruire delle rate di detrazione” degli anni in cui l’immobile non è da lui detenuto direttamente. Se successivamente riotterrà la “detenzione materiale e diretta del bene”, comunque, “potrà beneficiare delle eventuali rate residue” degli “anni successivi al termine del contratto di locazione o di comodato” (circolare 24 aprile 2015, n. 17/E).

Per il 55-65%, non è previsto nulla per le successioni, ma l’articolo 9-bis, comma 2, decreto ministeriale 19 febbraio 2007 prevede che “in caso di trasferimento per atto tra vivi dell’unità immobiliare residenziale sulla quale sono stati realizzati gli interventi” agevolati al 55-65%, “le relative detrazioni non utilizzate in tutto o in parte dal cedente spettano, per i rimanenti periodi d’imposta, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare”. Anche se questa norma non è stata abrogata, l’agenzia delle Entrate ha chiarito che non deve più essere utilizzata dal 17 settembre 2011, in quanto prevalgono le disposizioni previste per il 36-50% (circolare 1 giugno 2012, n. 19/E). Il decreto ministeriale, infatti, non prevale rispetto alla norma istitutiva dell’agevolazione sul risparmio energetico (articolo 1, comma 348, Legge n. 296/2006), la quale prevede un generico rinvio alle regole del 36-50% (articolo 1, Legge 27 dicembre 1997, n. 449). Quindi, dal 2012 “in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi” agevolati al 55-65%, “la detrazione non utilizzata in tutto o in parte” è “trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare” (articolo 16-bis, comma 8, Tuir). Anche per le successioni, in caso del 55-65%, quindi, si seguono le regole del 36-50%.

Per gli eventuali mobili, In caso di decesso del contribuente che sta usufruendo della rateizzazione decennale della detrazione del 50% per l’acquisto, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, di mobili e grandi elettrodomestici, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione (pagata dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015), il bonus non utilizzato in tutto o in parte, non si trasferisce “agli eredi per i rimanenti periodi di imposta”.

Infatti, anche se l’agevolazione mobili presuppone “la fruizione della detrazione per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio”, si tratta comunque di un incentivo autonomo, “con proprie norme sul limite di spesa e sulla ripartizione in dieci rate della detrazione stessa”. Queste regole “non prevedono il trasferimento della detrazione” e non è possibile applicare la disposizione prevista per le ristrutturazioni edilizie dall’articolo 16-bis, comma 8, Tuir.

 

SUCCESSIONE 2

D – Ho fatto una ristrutturazione in un casamento che ha sostituito il tetto con rifacimento copertura e coibentazione certificata per il tipo di ristrutturazione, ho eseguito anche dei lavori esterni all’intonaco facciata. Vorrei sapere, se io, che ho usufruito delle detrazioni dovessi morire, mia figlia o un mio parente prossimo può prendere in carico il credito residuo? In che modo,può essere possibile la continuazione del credito di imposta mio. Vorrei sapere se la pratica Ape fosse chiusa potrei continuare a ristrutturare il bagno o acquistare elettrodomestici? Grazie buona giornata.

R – Relativamente alle successioni, in caso del 36-50%, il nuovo articolo 16-bis, comma 8, Tuir, non modifica le regole applicate fino al 2011 (anche prima del 17 settembre 2011, ai sensi dell’articolo 2, comma 5, quarto periodo, Legge 289/2002; circolare 1 giugno 2012, n. 19/E), in quanto “in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene” (articolo 16-bis, comma 8, Tuir). Nel caso di “decesso del conduttore che ha eseguito lavori di ristrutturazione nell’immobile ricevuto in locazione”, la rate residue della detrazione Irpef del 36-50% sono trasferite all’erede del conduttore, che subentra nella titolarità del contratto di locazione e che conserva la “detenzione materiale e diretta del bene” (circolare 9 maggio 2013, n. 13/E, risposta 1.1). La condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” da parte dell’erede, ai fini della trasmissione allo stesso dell’intero beneficio fiscale residuo, deve “sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità, ma anche per ciascun anno per il quale il contribuente intenda fruire delle residue rate di detrazione”. Quindi, se l’erede, che detiene l’immobile direttamente al momento del decesso dell’avente diritto, concede successivamente “in comodato o in locazione l’immobile stesso, non potrà fruire delle rate di detrazione” degli anni in cui l’immobile non è da lui detenuto direttamente. Se successivamente riotterrà la “detenzione materiale e diretta del bene”, comunque, “potrà beneficiare delle eventuali rate residue” degli “anni successivi al termine del contratto di locazione o di comodato” (circolare 24 aprile 2015, n. 17/E).

Per il 55-65%, non è previsto nulla per le successioni, ma l’articolo 9-bis, comma 2, decreto ministeriale 19 febbraio 2007 prevede che “in caso di trasferimento per atto tra vivi dell’unità immobiliare residenziale sulla quale sono stati realizzati gli interventi” agevolati al 55-65%, “le relative detrazioni non utilizzate in tutto o in parte dal cedente spettano, per i rimanenti periodi d’imposta, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare”. Anche se questa norma non è stata abrogata, l’agenzia delle Entrate ha chiarito che non deve più essere utilizzata dal 17 settembre 2011, in quanto prevalgono le disposizioni previste per il 36-50% (circolare 1 giugno 2012, n. 19/E). Il decreto ministeriale, infatti, non prevale rispetto alla norma istitutiva dell’agevolazione sul risparmio energetico (articolo 1, comma 348, Legge n. 296/2006), la quale prevede un generico rinvio alle regole del 36-50% (articolo 1, Legge 27 dicembre 1997, n. 449). Quindi, dal 2012 “in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi” agevolati al 55-65%, “la detrazione non utilizzata in tutto o in parte” è “trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare” (articolo 16-bis, comma 8, Tuir). Anche per le successioni, in caso del 55-65%, quindi, si seguono le regole del 36-50%.

Per gli eventuali mobili, in caso di decesso del contribuente che sta usufruendo della rateizzazione decennale della detrazione del 50% per l’acquisto, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, di mobili e grandi elettrodomestici, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione (pagata dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015), il bonus non utilizzato in tutto o in parte, non si trasferisce “agli eredi per i rimanenti periodi di imposta”.

Infatti, anche se l’agevolazione mobili presuppone “la fruizione della detrazione per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio”, si tratta comunque di un incentivo autonomo, “con proprie norme sul limite di spesa e sulla ripartizione in dieci rate della detrazione stessa”. Queste regole “non prevedono il trasferimento della detrazione” e non è possibile applicare la disposizione prevista per le ristrutturazioni edilizie dall’articolo 16-bis, comma 8, Tuir.

Per la ristrutturazione del bagno e acquisto arredi l’Ape è irrilevante.

 

Risposte a cura di Luca De Stefani – commercialista ed esperto fiscale per Il Sole 24 ORE

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Ultimi commenti

  • Fabrizio 23 novembre 2016 / ore 19:15

    Buongiorno,
    io e mia moglie abbiamo i requisiti per l’agevolazione fiscale per l’acquisto dei mobili per giovani coppie under 35. Abbiamo un dubbio importante: il pagamento delle fatture deve essere effettuato tramite bonifico parlante (come ristrutturazioni edilizie) o può bastare un normale bonifico (come sembra evincersi dal sito della’Agenzia delle Entrate)? In quest’ultimo caso, nella causale che informazioni dobbiamo indicare?
    Grazie per il supporto.

  • Giovanni 24 marzo 2016 / ore 08:38

    Buongiorno,
    ho una domanda relativa alla sezione INFERRIATE: è valida l’installazione anche di una sola inferriata per avere diritto al Bonus Mobili di 10.000€? è Sufficiente il bonifico parlante oppure è meglio sempre avere una certificazione depositata in comune? Non mi è chiaro se l’iva è al 22% o al 10%.

    Grazie mille

    1. Debora Rosciani 6 maggio 2016 / ore 12:42

      Risposta a cura di Luca De Stefani, esperto fiscale (http://www.studiodestefani.com/)

      Purtroppo per beneficiare del bonus mobili ordinario (cioè quello non dedicato alle giovani coppie) è necessario aver prima effettuato sulla casa la manutenzione straordinaria (ordinaria, solo su parti comuni condominiali), il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia, la ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi e l’acquisto di abitazioni facenti parte dei fabbricati completamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare (circolare 21 maggio 2014, n. 11/E, risposta 5.1, risposta dell’agenzia delle Entrate fornita a Telefisco 2014 il 30 gennaio 2014 e successivamente riportata nella circolare 14 maggio 2014, n. 10/E, risposta 7.1, risoluzione della Direzione regionale delle Entrate del Veneto dell’8 novembre 2013, prot. 907-48973 e circolare Entrate 18 settembre 2013, n. 29/E).

      Il “montaggio di inferriate antifurto”, per la circolare 3 gennaio 2001, n. 1/E, paragrafo 1.1.2, rientra tra i lavori di prevenzione del rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, ma non sembra che rientri tra le manutenzioni straordinarie.

      Quindi, il bonus mobili non spetta.

  • valentina 19 febbraio 2016 / ore 12:52

    Buongiorno a breve dovrò cambiare gli infissi della cucina. Mi è chiara la procedura sia per il bonus 50% che 65%. Dovendo però acquistare anche i mobili della cucina forse mi conviene usufruire del 50 così da poter utilizzare anche il bonus 50 sui mobili. Ora ho letto che ci vuole la scia e quindi l’intervento di un tecnico perché si tratta di manutenzione straordinaria e devo cambiare forma colore e materiale all infisso. Ma se opto per quello a risparmio energetico posso comunque usare il bonus senza cambio di materiale? E in questo caso serve sempre la scia oppure basta la certificazione che posso far fare al fornitore come nel caso del bonus 65%? Grazie e buona serata

    1. Debora Rosciani 6 maggio 2016 / ore 12:43

      Risposta a cura di Luca De Stefani, esperto fiscale (http://www.studiodestefani.com/)

      Per beneficiare del bonus mobili ordinario (cioè quello non dedicato alle giovani coppie) è necessario aver prima effettuato sulla casa la manutenzione straordinaria (ordinaria, solo su parti comuni condominiali), il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia, la ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi e l’acquisto di abitazioni facenti parte dei fabbricati completamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare (circolare 21 maggio 2014, n. 11/E, risposta 5.1, risposta dell’agenzia delle Entrate fornita a Telefisco 2014 il 30 gennaio 2014 e successivamente riportata nella circolare 14 maggio 2014, n. 10/E, risposta 7.1, risoluzione della Direzione regionale delle Entrate del Veneto dell’8 novembre 2013, prot. 907-48973 e circolare Entrate 18 settembre 2013, n. 29/E).
      Per la circolare ministeriale 24 febbraio 1998, n. 57/E la “sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, senza modifica della tipologia di infisso” è una manutenzione ordinaria, quindi, non sufficiente per il bonus mobili. Per beneficiare di questo bonus, invece, serve la “sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso”.
      Se si sceglie la detrazione del 65% per il risparmio energetico, comunque, non si potrà beneficiare del bonus mobili.