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La casa e il mutuo: microfono aperto

ituoisoldi4“Ma come mai, con l’Euribor che continua a scendere, la mia rata invece continua a salire?”. L’amico di Genova che chiama alla radio si lamenta perché i conti non gli tornano. Nel passaggio successivo della conversazione radiofonica, aggiunge che non riesce proprio a capacitarsi del fatto che sono più di dieci anni che rimborsa il mutuo – a tasso variabile – e adesso che si aspetterebbe una rata più leggera, in realtà sta avvenendo il contrario. Sono i misteri del piano di ammortamento alla francese che al radioascoltatore non sono stati del tutto svelati. Ecco i punti più critici della relazione tra il mutuo e il suo sottoscrittore: non avere la più pallida idea di cosa possa accadere in uno scenario di mutamento dei tassi di interesse e di come si capovolge, con il passare degli anni, il rapporto tra le componenti della rata, quota capitale e quota interessi. Nella testa degli italiani la scelta del mutuo è finalizzata all’acquisto della casa. Punto. Raggiunto l’obiettivo tutto il resto passa in secondo piano. Difficilmente si percepisce a pieno l’onere di cui ci imbarca per un numero elevato di anni e la domanda che quasi nessuno fa mai in banca, davanti al momento fatidico del “Si, il mutuo è concesso” è: “Cosa può succedere di fronte a certe eventualità? Se i tassi aumentano? Se non riesco a pagare la rata?” I consumatori si pongono queste domande solo nel momento dell’emergenza: perdita del lavoro, rata insostenibile, cambio dei programmi familiari. Eppure, l’esperienza degli ultimi anni – ricordate il caos dei tassi interbancari tra il 2008 e il 2009? – ci insegna che i mutui di oggi hanno un volto totalmente diverso rispetto a quelli che hanno pagato i nostri genitori per la loro casa, che duravano al massimo una decina d’anni e la rata era la stessa per tutto il tempo. Oggi ci sono più opportunità, ma anche più complessità. Dunque, prima di firmare un contratto, chiediamo alla banca almeno tre o quattro simulazioni di cosa potrebbe accadere al nostro finanziamento e diciamo si alla proposta solo se saremo in grado di sopportare lo scenario peggiore. Che è teorico, ma non impossibile.

 

“Microfono Aperto – Le voci dei risparmiatori” è il contributo che trovate ogni settimana all’interno de “I tuoi soldi”, la collana di manuali di educazione Finanziaria in edicola con Il Sole 24 ORE, che spiegano in modo puntuale i momenti-chiave della vita economica delle famiglie. Con le loro esigenze e le loro opportunità. Con le insidie e i loro strumenti di difesa.

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Ultimi commenti

  • Michele Cattani 16 marzo 2016 / ore 12:45

    Buon giorno,
    lavoro nel settore bancario e precisamente nel mercato dei mutui.
    La mia attenzione è rivolta ai clienti….ma leggendo questo genere di articoli a volte rimango senza parole….
    Nel mutuo variabile puro in caso di discesa del parametro di indicizzazione la rata può solo scendere ( fatti salvi i limiti di contratto a 0 o – 0) punto.
    Se la rata sale non è un variabile puro.
    Con un prodotto variabile non si possono fare previsioni che sono tanto aleatorie quanto inutili.
    Quanto può salire la rata? La risposta è all’infinito.
    Cosa mi succede se perdo il lavoro e non pago la rata? La banca può vendere l’immobile è soddisfare il suo credito. Quando poi illustri le possibili assicurazioni a tutela del cliente sembra che tu sia l’aguzzino che ci vuol guadagnare e quando succede che perdi il lavoro è colpa della Banca.

    1. Debora Rosciani 25 aprile 2016 / ore 13:22

      Michele, mi sembra che in effetti la pensiamo allo stesso modo. Se ha letto attentamente l’articolo avrà notato che ho riportato la testimonianza di una persona molto confusa sul tema mutui e che – appunto – pensa che con i tassi sempre più bassi la rata debba continuare a scendere, ma non ha colto pienamente le differenze tra le indicizzazioni possibili. Grazie per il suo intervento.