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Cosa succede alla bolletta?

Sono state diverse, ultimamente, le mail di ascoltatori preoccupati da alcune comunicazioni (o direttamente da alcune bollette) ricevute dagli operatori dell’energia elettrica. C’è chi lamentalaparolaalrisparmio aggravi a carico dei proprietari delle seconde case, chi non capisce perché vede indicati i consumi nelle diverse fasce orarie senza un’indicazione del relativo costo. A Cuore e denari abbiamo già parlato delle novità in arrivo sul fronte delle utenze elettriche, ma Luigi Gabriele dell’associazione dei consumatori Codici ci aiuta ancora una volta a fare il punto della situazione. in queste righe ci spiega cosa sta accadendo a partire dal 1° marzo 2017, ma cosa sta già accadendo dal 1 gennaio 2016: si chiama riforma tariffaria e cambierà il modo di applicare le famose tariffe residente D2 e D3 e le cosiddette fasce di Prezzo(F1-2-3).

Un po’ di storia, di come erano impostate le nostre fasce e tariffe energetiche per i consumatori domestici.

In origine l’Autorità per l’energia per la clientela domestica fissò due tariffe obbligatorie per il servizio di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica: la tariffa D2 e la tariffa D3. Queste tariffe si applicavano sia al Servizio di Maggior Tutela che alle offerte del mercato libero.

Le tariffe D2 e D3 sono state eliminate con la Riforma Tariffaria attraverso la quale è stata introdotta un’unica tariffa: la Tariffa TD per i servizi di rete, che comprendono: i costi relativi al trasporto dell’elettricità, dagli impianti di produzione fino a casa nostra, qui è compresa anche la “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”. Il costo è determinato dall’Autorità. Per gestione del contatore si intende il costo sostenuto per gestire e leggere i contatori e per gestire i dati delle letture.

La nuova tariffa TD si applica a tutti i clienti domestici e sostituisce le attuali tariffe D2 e D3, progressive e distinte tra residenti e non residenti.

Fino a prima della riforma tariffaria infatti, con la tariffa progressiva, all’aumento dei consumi, aumentava il prezzo del singolo kWh perciò gli utenti con consumi oltre una certa soglia pagavano di più, perciò per questi gli oneri di rete e di sistema erano più alti rispetto a chi aveva un consumo inferiore.

La tariffa progressiva era stata concepita per penalizzare gli sprechi.

Oggi invece il paradosso è che a consumi alti si associano una maggiore efficienza e sostenibilità energetica, pensando magari agli utenti in possesso di piastre elettriche o di un riscaldamento con pompe di calore (quelli che possono permettersele).

Inoltre secondo la ratio dell’Autorità, le famiglie numerose con la progressività in bolletta pagavano di più rispetto a nuclei familiari più piccoli o ai single , con una tariffazione socialmente ingiusta, quindi incentiviamo i consumatori a tenere le luci accese.

Con la nuova tariffa TD per i servizi di rete, i corrispettivi tariffari NON saranno più differenziati in base a scaglioni di consumo né tra utenti residenti e non residenti, che prima della riforma pagavano di più.

Dopo la riforma della tariffa per i clienti residenti e con potenza impegnata inferiore a 3 kW avverrà il passaggio dalla tariffa D2 a TD rete e quindi la spesa annua subirà un aumento di circa 64 per chi consuma fino a 1800 kWh, e paradossalmente questa spesa si dimezza per chi consuma fino a 2.700 kWh e si annulla fino a 3.100 kWh. Tra l’altro si risparmiano 80 per consumi di 4.440 kWh. Quindi un single o una coppia poco presente in casa vedrà un incremento del 15% della spesa totale in bolletta, una famiglia con potenza impegnata tra i 2.700 kWh e i 4,5 kW avrà un risparmio in bolletta del 24%.

I clienti non residenti con potenza impegnata di 3 kWh, ex tariffa D3, passeranno a TD rete con le seguenti conseguenze: l’aumento di spesa riguarderà le quote fisse con circa 20 all’anno per una potenza impegnata di 3 kW, che si ridurranno al crescere dei consumi. Con dei consumi intorno ai 1.100 kWh annui la spesa per i consumatori rimane pressoché invariata mentre si abbasserà per chi consumerà fino ai 3.400 kWh con un risparmio di 90 . Il cliente domestico non residente con una potenza impegnata fino a 1,5 kW vedrà un incremento del 32% nella spesa in bolletta, fino a 3kW un incremento del 29%.

Fondamentalmente è la stessa situazione che si sta verificando con i 3X2 al supermercato: si spendono soldi per acquistare cose di cui non si ha bisogno attratti dal quantitativo per poi sprecarle, così il consumatore di energia elettrica si ritroverà ad essere incentivato a sprecare letteralmente per pagare di meno.

Tutto questo farà notare al consumatore che rientra nelle fasce oggetto degli aumenti dei costi fissi, delle strane variazioni di cosiddetti oneri di misura e distribuzione che prima non notava in bolletta ma che oggi noterà perchè saranno corposamente più cospicui.

Non preoccupatevi è la riforma! Ovviamente essi non sono appellabili o errati, sono semplicemente più alti e vanno pagati.

Post a cura di Luigi Gabriele, responsabile affari istituzionali Codici.

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