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Contatori dell’acqua: perché non può essere un condomino a farne la lettura?

Il nostro ascoltatore A. ci pone un quesito legato alla vita di condominio:laparolaalrisparmio

Salve a tutti e complimenti. Chiedo un chiarimento che certamente potete darmi: nel condominio dove risiedo (appartamento di proprietà) abbiamo installato i contatori per verificare il preciso consumo d’acqua di ciascun nucleo familiare. Fin qui, tutto bene. Ciò che mi fa ridere (e pare molto infantile…) è che periodicamente l’amministratore o un idraulico incaricato debbano verificare personalmente il consumo indicato dai contatori, per poi ripartire le spese. Non basterebbe che provvedessi io a comunicarlo (nel condominio dove abitavo prima funzionava così e nessuno protestava)? Se lo esigessi, potrei imporre la mia proposta? Non ho niente da nascondere, beninteso, ma cresciamo, suvvia!

 

È solo questione di fiducia? E, in ogni caso, è possibile che questo compito venga affidato ad un condomino? Noi l’abbiamo chiesto all’avv. Eugenio Correale, direttore del centro studi provinciale di Milano per l’Anaci. Ecco la sua risposta:

Bene intendo che le spese per l’acqua non sono di notevole entità. Tuttavia, le letture non possono essere affidate ad un condomino. L’argomento non deve necessariamente essere incentrato sulla fiducia. Prima ancora viene la cautela che suggerisce di non demandare ad un condomino incombenze materiali destinate a durare nel tempo. Fatto salvo questo suggerimento di esperienza, l’assemblea potrebbe intervenire e deliberare in materia, ovviamente purché chi sia incaricato accetti.

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